Alimentazione Vegetariana o Vegana? Conoscere le differenze

page1image9282080 page1image9282288ALIMENTAZIONE VEGETARIANA o VEGANA?

 

Un po’ di confusione e conoscere le differenze

Il termine “vegetariano” riguarda la nutrizione che, nella sua definizione originale, indica un’alimentazione al 100% vegetale. Viene utilizzato in letteratura scientifica per includere tutte le varianti di alimentazione senza carne, pesce e derivati:

100% vegetale, latto-vegetariana, ovo-vegetariana, latto-ovo- vegetariana.

Un bel po’, vero?

Storicamente, la parola “vegetariana” era usata per indicare un’alimentazione al 100% vegetale.

Con il tempo, questo termine ha assunto il significato di “latto-ovo- vegetariana”, mentre per indicare un’alimentazione al 100% vegetale, si diceva anche “vegetariana stretta”.

A volte succede che si crei confusione, specie tra il linguaggio comune e quello medico-scientifico.

In tutti questi casi, infatti, i nutrienti derivano sempre dai cibi vegetali, che devono costituire la quasi totalità della dieta. Se si sceglie di consumare comunque anche derivati animali, tali consumi vanno mantenuti al minimo.

Ormai fa parte del nostro vocabolario dire “dieta vegana” e s’intende, sia una dieta 100% vegetale, sia una scelta etica, in inglese cruelty-free.

Non finisce qui!

Attualmente, c’è la tendenza a distaccarsi dal termine vegan e si preferisce usare la terminologia “plant-based”, alimentazione a base vegetale. Questo si usa in particolar modo per avvicinare le persone ad una nutrizione vegetale senza definizioni a priori che potrebbero frenare ad un approccio verso un’alimentazione che si pensa sia di sacrificio, rinunce e priva di gusto.

Quello che rende più chiara la differenza tra alimentazione vegana e quella plant-based è la dicitura “whole-food plant-based diet” cioè “dieta a base vegetale integrale” nello specifico acronimo inglese WFPB. In effetti, storicamente, niente di nuovo dal punto di vista nutrizionale, ma nell’evoluzione di questi termini, si può dire che plant-based/ dieta a base vegetale, per alcuni comporta il consumo di una minima parte di carne, pesce e prodotti di derivazione animale come caseari e uova, senza soffermarsi sulla connotazione etica. Per questo tipo di alimentazione è importante che il cibo sia integrale o poco raffinato.

La percentuale di consumo maggiore è sicuramente vegetale, e con questa si includono cereali integrali e legumi.

Allora, qual è la differenza con le scelte alimentari precedenti?

È possibile essere vegani, vegetariani, plant-based e mangiare tutto ciò che offre la grande distribuzione, purché sia vegetale o con l’etichetta integrale? Non funziona proprio così.

Seguire uno stile di vita che vorremmo salutare, al di là delle etichette, richiede attenzione verso il cibo che si compra. Nutrirsi è un atto di rispetto verso sé stessi e per noi consumatori comincia proprio dall’acquisto nella catena alimentare.

Mangiare vegano riguarda la nostra etica di rispetto verso gli animali, però non significa necessariamente mangiare sano. Esattamente come nutrirsi secondo una dieta integrale a base vegetale, per alcuni significa anche nutrirsi con un minimo di prodotti di derivazione animale, la questione etica è a parte.

La combinazione ideale sarebbe, secondo me, seguire uno stile di vita senza usare alcun prodotto animale e nello stesso tempo fare in modo di preservare l’integrità del cibo. Seguire un percorso di salute, significa anche fare ricerca sul proprio territorio, sostenere coloro che a costo di poco reddito continuano a coltivare seguendo un’agricoltura biologica. Frutta, verdure, legumi, tuberi, devono essere coltivati localmente (anche con piccole eccezioni) e consumati soprattutto stagionalmente. In questo modo le etichette, per chi vuole avvicinarsi a questo tipo di alimentazione, non metteranno più timore.

Si può cominciare, allontanando gradualmente ogni tipo di cibo che non sia etico, purché sia integrale e nutriente. Inoltre, da consumatori dovremmo esercitare il nostro diritto ad avere prodotti di qualità e di coltivazione organica e biodinamica.

 

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*Ferro

il ferro è un elemento essenziale che trasporta l’ossigeno nel sangue.

Il ferro è presente in due forme Eme e non Eme.
*Il ferro eme rappresenta il 40% nel cibo di derivazione animale.

*Il ferro non -eme rappresenta il 60% è di più difficile assorbimento.

(Fonte SSNV- Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana)