Sicilia – L’Entroterra che non ti aspetti

Sono una Health Coach di Nutrizione Olistica, mi occupo di cibo e di tutto ciò che nutre la vita delle persone, arte compresa.
A maggior ragione scrivo oggi di questa nuova esperienza siciliana. Non pensavo di restare qui a lungo, i giorni passano e io non vado ancora via da questa isola che mi lega omericamente.
Ci sono situazioni che per farsi conoscere hanno bisogno di chiasso, non è così in questa parte della Sicilia. Sono al centro dell’isola, verso sud e mi ritrovo in un paese barocco pieno di chiese e palazzi nobiliari, alcuni purtroppo fatiscenti e dimenticati. Frequento questo luogo, Mazzarino, dalla mia adolescenza e ancora oggi ci sono i vecchi pensionati seduti davanti al bar o al circolo. Tutto lascia pensare che il tempo sia rimasto immutato. Spesso si vuole che sia così. Cammino per strade, viuzze e scalinate, un po’ per volta acquisisco conoscenze e intreccio nuove amicizie. E proprio un po’ per volta, queste si diramano, si aprono e coinvolgono il mio punto di vista vibrando sulle stesse note. In questi pensieri in movimento, sono felice di notare che in questi paesi, a volte, succede molto di più di quel che ci si potrebbe aspettare.
Tra le persone che stanno dando un nuovo impulso a questa comunità, ho la fortuna di conoscere la Dr. Fina Bonaffini. Medico omeopata e nutrizionista, focalizza la sua attenzione sul cibo di qualità con un obiettivo preciso: migliorare la salute dei suoi concittadini innanzitutto attraverso l’alimentazione. Come health coach non posso trovare migliore sintonìa con le sue parole. La dottoressa ne ha fatto uno scopo preciso della sua attività professionale, e se la migliore combinazione per il lavoro è la passione con cui viene svolto, lei riesce a seguire con coerenza una scelta di vita. Il suo interesse si concentra sul bene primario della tradizione alimentare italiana: il pane e la pasta.
Da tempo le notizie sulla salute sono poco confortanti. Il grano importato dall’estero con scarsi controlli, produzione OGM, territorio impoverito da pesticidi, tutto questo sta finalmente portando a una frenata e a una presa di coscienza verso il cibo. Ci sono molte realtà dove le persone desiderano prendere in mano la propria salute. Luoghi circoscritti dove ci si organizza e si comincia poco per volta, passo dopo passo.
La Dr. Bonaffini insieme ad altre persone ha così deciso di dar vita ad una associazione che ha riunito diversi agricoltori, perché come dice lei:” se consiglio ai miei pazienti di mangiare bene, devono sapere anche che cosa e dove comprare cibo di qualità”. In questo modo si sono riuniti alcuni produttori che coltivano grani antichi siciliani costituendo l’Associazione “CRISCENTI”. Il nome deriva da quello che in lingua parlata viene chiamato Crescito, il Lievito Madre. E come il lievito madre, c’è un impegno costante affinché possa crescere sempre più nelle persone, la consapevolezza di seguire un’alimentazione di qualità che sia locale e stagionale.
Mi trovo quindi nel luogo e nel momento giusto, invitata ad un evento di presentazione di alcuni dei grani antichi siciliani: Maiorca, Tumminìa, Russello…tutti prodotti in questa zona presentati da un giovane agricoltore, Davide Amore. Un altro agricoltore, Carmelo Di Pasquale ha voluto piantare semi di Senatore Cappelli -anche se è un grano di origine pugliese – ha avuto successo per le condizioni climatiche e del terreno. Inoltre ha raccolto i suoi ceci, sempre rigorosamente biologici e certificati. Spero prossimamente vorrà seminare lenticchie, fagioli e tutto il mondo dei legumi, parte notevole di un’alimentazione completa.
Resta vivo l’interesse e lo scambio di informazioni, e mi piacerebbe, come una volta usavano fare i contadini, che ci fosse lo scambio dei semi. Moltiplicare le colture biologiche, nonostante il monopolio delle multinazionali che detengono i brevetti, per rendere gli agricoltori dipendenti e costringerli a comprare semi ogni anno. È un lavoro che si affida alle persone, alla rete di conoscenze, e soprattutto è una presa di coscienza verso la propria salute.
C’è chi preferisce continuare il percorso da solo e forse è comprensibile, ma in molte occasioni si dice che la forza del gruppo, di un’associazione, sta nel frequentarsi, nel capire che cosa succede intorno e prendere in considerazione ogni opinione, se c’è un obiettivo comune come il cibo.
In questa serata melting pot, oltre ai produttori di grano e farine, c’erano coloro che portano il prodotto finito sulla nostra tavola: panificatori di Mazzarino che usano questi grani, come Luigi e Giusy Catrini, e da Barrafranca (Enna) ho conosciuto Gisella Cravotta che ha presentato un pane a forma di Sicilia e un cesto. Entrambi hanno allestito un lungo tavolo di pane farcito, pizze e focacce, per non parlare -dulcis in fundo- del raviolo dolce ripieno di ricotta. Il lavoro di Criscenti inizialmente si basava sui grani antichi siciliani, una cosiddetta mappatura dei grani e dei produttori disponibili a coltivarlo biologicamente, così come la molitura a pietra. Come continuare per chi vuole anche ortaggi di coltivazione biologica? Per chi cerca una risposta, e come me, vuole sapere dove e come comprare verdure biologiche c’è Fabrizio Margiotta di “Orto Nostro” parte dell’Associazione Criscenti.
Mangiare ortaggi di coltivazione bio può solo migliorare lo stato di salute e una volta provati non si torna più indietro, la differenza nella qualità coinvolge anche il gusto. Fabrizio aveva allestito con sua moglie Viviana un tavolo di frittate con diversi ingredienti dell’orto. Ha combinato la coltivazione biologica del suo orto con l’allevamento di galline in via di estinzione: la Gallina Ovaiola Siciliana. Per me è sicuramente una novità e mi ha dato lo spunto per una ricerca. Ho scoperto immagini di una gallina dal bellissimo piumaggio che porta fieramente la cresta a corona. La novità non finisce qui, perché gli allevatori hanno salvato dall’estinzione un’altra specie della zona: la gallina con la cresta a corna del territorio nisseno. Galline dalla vita lunga, sembra che vivano 18 anni, e spero che le lascino vivere tutta la loro vita. La loro storia risale a più di duemila anni fa, curiosità riportata anche da uno degli ospiti dell’evento, un avicoltore facente parte di un gruppo di escursionisti dell’Acquanuvena provenienti da Avola.
Una serata dove non ci si può certo annoiare!
Criscenti – nome appropriato in questo caso, sia per la crescita che per il fermento di questo evento. Tutti chiacchieravano con il piatto ben fornito passando da un gruppo all’altro come ho fatto anch’io. Mi sono fermata con le due giovani donne, Cettina e Liria, per complimentarmi con loro che hanno ospitato tutti noi in un luogo di accoglienza per immigrati dal nome luminoso, già dato a questa ex scuola “I Girasoli”. È stato un bel gesto di interazione da parte delle due mediatrici culturali e sapere che anche loro prestano attenzione al cibo di qualità, infatti Cettina è una socia di Criscenti. I giovani africani che vivono qui da più di un anno, imparano l’italiano con la determinazione di avvicinarsi e farsi conoscere anche attraverso serate come questa.
Alla fine della serata, tra ringraziamenti e saluti, ci tenevo a fare la conoscenza di una signora, Eleonora Cigna. Mi ha affascinato la sua ritrosìa quando le hanno chiesto di spiegare qualcosa del suo lavoro. Una donna determinata, e in molti l’hanno definita un’alchimista perché miscela i sapori delle sue mandorle ad altri ingredienti cercando l’equilibrio. Spesso offre la sua esperienza e consulenza ai clienti che le portano mandorle da lavorare. Tutto fa supporre che andrò a trovarla nella sua azienda, sperando di provare la crema di mandorle e liquirizia. Già prevedo l’innamoramento!
Una serata ricca di incontri, informazioni, progetti, ma anche emozioni e nuova motivazione a continuare. Il lavoro dell’Associazione Criscenti è come il nome, in crescita. Da parte mia, e non sono la sola, c’è una grande voglia di sentirsi sicuri sulle proprie scelte alimentari. Sapere di poter contare sul senso di responsabilità di chi produce cibo, per arrivare a chi lo lavora e immette energia come in un impasto di pane è confortante. Significa avere a cuore la propria famiglia e l’intera comunità. Se noi “siamo quello che mangiamo”, l’obiettivo della salute non è solo una meta, è un percorso. Bisogna essere attenti, perché il rispetto per la propria terra comincia localmente.
Conoscendomi, non mi fermo sicuramente. Sono curiosa e come health coach di nutrizione olistica, mi metterò sicuramente in viaggio per scoprire altri piccoli tesori fatti di arte, cucina e soprattutto di persone, senza mai lasciarmi ingannare dalle apparenze. I vecchi pensionati seduti davanti al bar o al circolo, li guardo con affetto e tenera simpatia. Potranno anche continuare a restare lì per i prossimi secoli, ma nulla potrà fermare la crescita di un’idea, specialmente se riguarda il cibo di qualità.
Rosanna Bossone
Visita il mio blog su www.feelyourfood.net
Per Informazioni
Fb: Associazione Criscenti

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