IN VIAGGIO…COME HEALTH COACH: SICILIA

La PRIMAVERA incalza e prendo al volo la proposta di partecipare a una gita, quella che i romani chiamerebbero “fuori porta”. Solo che in Sicilia le distanze diventano lunghe e affronto il viaggio sempre con curiosità.

Questa volta la mia escursione-viaggio parte dall’interno della Sicilia dove le colline e le valli si alternano con le loro macchie di colore per raggiungere il mare, Palermo.

Mi trovo con un gruppo di persone con cui condividiamo il desiderio di conoscere un giardino particolare denominato “IL GIARDINO DELLA BIODIVERSITÀ” a Villa Micciulla. Il proprietario e promotore di questa meraviglia è LUIGI ROTONDO, presidente dell’Associazione “Coltivare Bio Naturale. Luigi è una persona dedita completamente alla divulgazione delle caratteristiche di questo giardino nel pieno della Conca D’Oro di Palermo.

Alberi di Agrumi carichi di Limoni, Arance e Mandarini. Spontaneamente mi verrebbe da tirarne giù uno e affondare i denti nel succo, tanto è inebriante il profumo che emanano. Mi trattengo perché Luigi è una fonte inesauribile di informazioni e il suo modo di raccontare ci mantiene attenti. Ci invita a seguirlo lungo un percorso indicato da lui per non calpestare le erbe. Racconta delle sue piante, degli alberi e di come crescono con l’attenzione che richiede ogni carattere. Gli Agrumi vengono lasciati per buona parte sugli alberi, il Pesco e il Susino sono fioriti, il Banano comincia a portare i suoi frutti – mi piacerebbe assaggiarli se maturano – e fra gli altri alberi ho visto i Nespoli. Tutta frutta di cui sono ghiotta e a cui si aggiungono i Cachi di cui ho visto due alberi a riposo. Mentre si ferma a raccontare, sono sotto un mandarino e gli chiedo di poterli assaggiare, a quanto pare non sono la sola a volerlo perché segue un coro di richieste. Cosi passando da un albero all’altro del giardino, ci indica da quali staccare i frutti. In effetti la stagione è al termine e potrebbero essere secchi. Luigi preferisce lasciarli lì senza raccoglierli, quando cadono restano accanto alla pianta madre. Lui non sembra interessato a vendere i suoi prodotti, al contrario vuole che le persone si avvicinino alla natura con rispetto ma anche con il desiderio di conoscere. Questo è il suo compito di divulgazione a cui dedica il suo tempo da 12 anni.

 

Le ERBE spontanee, in tutto il giardino e con un angolo apposito dove farle crescere indisturbate, sono sempre una ragione per discutere su come affrontare la biodiversità. Rispettare le erbe seguendone le caratteristiche, assecondarle e saperle gestire, questo è il motto di Luigi Rotondo. Quelle che ancora oggi alcuni esperti di giardinaggio e di orticoltura definiscono “erbacce infestanti” restano invece amiche del suolo e sostenitrici degli alberi, per la grande gioia degli insetti, a questo aggiungo che le vedo anche come una farmacia naturale all’aperto.

Domande su domande, risposte e opinioni diverse da parte di alcuni agricoltori del gruppo hanno reso la conversazione vivace. Le erbe si tagliano o si sradicano? Quando e come? Per Luigi Rotondo le erbe si falciano.

Si è lasciato un varco per approfondire in un prossimo incontro. Le discussioni restano aperte, e tutto sotto un meraviglioso sole mediterraneo.

Intanto, rotti gli indugi e una volta individuati gli alberi carichi di mandarini succosi, ci siamo dissetati, e io ho inalato a fondo il profumo delle bucce oleose, consapevole che saranno gli ultimi per questa stagione.

Nel GIARDINO DELLA BIODIVERSITÀ convivono piante, animali – alcuni a me invisibili – come bisce e vipere – uccelli, ma soprattutto è abitato da una grande varietà di insetti. Per ospitarli Luigi ha costruito casette sugli alberi per gli uccelli e per gli insetti delle casette apposite di dimensioni più grandi, una per ogni famiglia.

Bisogna amare davvero la Natura per osservare e curare tutti gli elementi al loro livello! Avrei voluto fermare il tempo tanto mi è sembrato tutto idilliaco. Vedere insieme fiori e lattughe, lombrichi nel compostaggio e girini nel piccolo stagno. Tutto sempre alla ricerca di equilibrio e armonia, perché nulla è scontato e una volta raggiunti gli obiettivi, bisogna lavorare affinché si continui a mantenerli.

Ci aspettavano alcune sorprese…ci siamo incamminati all’interno della contrada Micciulla, dov’è il giardino, accompagnati anche da un amico di Luigi, il Professor La Mantìa, del Dipartimento di Scienze Agrarie, arrivato in compagnia del suo cane, per conoscere la nostra prima sorpresa: un esperimento di campo coltivato a grano all’interno di una zona confiscata alla mafia. Un piccolo campo, pieno di coraggio chiamato SPERANZORTO. Luigi con questo campo porta avanti ancora un altro progetto attraverso la sua associazione:

” Il PERCORSO DEL CHICCO DI GRANO”.

La seconda sorpresa è stata la visita alla “Camera dello Scirocco” una cava del XV secolo, alla fine di una scalinata e dove si apriva una magnifica conca con cunicoli laterali, piccole cave, almeno in apparenza, e una di queste con acqua sorgiva. Con grande passione, il professor La Mantìa ci ha raccontato di una Palermo ricca di acqua.

Ritornando verso il giardino, mi apparivano in lontananza, aldilà del muro di cinta e del cancello, i palazzoni condominiali, ma anche un bellissimo monte che sembrava un triangolo ben appuntito e ville nobiliari fatiscenti.

 

Il GIARDINO DELLA BIODIVERSITÀ DI LUIGI ROTONDO è un luogo magico e lui ci ha accolti insieme a sua moglie Mariella e ai loro amici Benni e Valentina. Al nostro rientro nel giardino si è chiuso il cancello dietro di noi e per un attimo mi sono vista in un quadro di Renoir…la tavola imbandita all’ombra, e più in là una seduta di panche in circolo con al centro un tavolo pieno di piatti per il buffet rigorosamente di porcellana.

Poi si sono aperti gli scrigni gourmet…

Dal gruppo erano stati portati i carciofi – letteralmente un sacco – taniche di olio di oliva, tutto di coltivazione bio, salsiccia per chi non voleva rinunciare alla carne, dolci e vino. E io che credevo di fare uno spuntino!

Da vegana ho ricevuto più di quanto si potesse desiderare.

Luigi aveva preparato il pane con la farina di antichi grani siciliani e con il lievito madre fatto crescere con 24 ore di lievitazione…non poteva mancare una conversazione anche su questo!

Sulla tavola c’erano pomodorini secchi sott’olio, olive, e per chi voleva, salame e pecorino. Mariella e Valentina hanno cucinato per noi:

MACCU DI FAVE, (fave secche cotte e passate a puree)

MAIS BLU E ZUCCA AL FORNO.

CIOTOLE DI INSALATA DI FINOCCHI E ARANCIA e un’altra di

LATTUGA E FINOCCHI.

Questa è realtà, dall’orto alla tavola!

Aspettavo impaziente i carciofi e cosi ho imparato che in Sicilia i carciofi arrostiti arrivano dopo aver concluso con le pietanze principali. Quando ci si alza e qualcuno va ad accendere la brace, si attende mentre arrostiscono i carciofi, momento di delizia tra un bicchiere di vino e una risata. Ce n’era una tale quantità ma non sono riuscita a gustarne più di due. È stata una giornata di intensa convivialità che ha trovato l’acme nel cibo.

Al momento del dolce si sono aperti nuovi sorrisi. Crostate di arancia dell’orto mentre dal gruppo con sempre più generosità sono stati tirate fuori crostate al cioccolato e all’albicocca, mandorle caramellate e un’anticipazione di dolce pasquale con l’uovo intero. Ce n’era per tutti i gusti e la tazzina di caffè ha concluso il pomeriggio.

Anche questa volta è stato rispettato il km. zero nell’offerta di cibo. Attraverso una disquisizione che mi trova perfettamente d’accordo, anche a me sembra corretto definirlo d’ora in avanti “cibo di prossimità”.

Il Giardino della Biodiversità di Luigi Rotondo ci ha offerto una giornata splendida, cibo sicuro, la conoscenza di metodi che erano stati dimenticati e l’accoglienza di chi vuole interagire con curiosità verso gli altri, ma anche come scambio di informazioni, perché se si vuole che qualcosa cambi, dobbiamo partire dal cibo, dalla natura.

 

Come Health Coach di Nutrizione Olistica, posso confermare ancora e sempre che è necessario nutrirsi in modo consapevole, nel rispetto del cibo stagionale, e mi piacerebbe che fosse sempre più locale.

A questo aggiungo che una vita ha bisogno anche di altro nutrimento: amici, risate, movimento e altro di più.

Questa giornata è la testimonianza che solo la combinazione di diversi elementi in equilibrio tra loro conduce alla salute.

Rosanna Bossone

visita il mio blog su www.feelyourfood.net

 

 

* Se volete Informazioni sul GIARDINO DELLA BIODIVERSITÀ nella Conca D’Oro di Palermo, potete contattare LUIGI ROTONDO sulla sua pagina Fb:

Fb: IL GIARDINO DELLE BIODIVERSITÀ

Fb: IL PERCORSO DEL CHICCO DI GRANO

Luigi Rotondo organizza corsi di divulgazione e sulla sua pagina troverete molte informazioni.

 

 

 

 

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